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Posted by on Set 2, 2013 in Informazione, Salute e Benessere, WI-FI

Salviamoci dal wi-fi

 

wifi

 

Il wi-fi è dovunque, provate a passeggiare con un cellulare o un I-pod acceso lungo le strade del vostro quartiere e prendete nota delle reti wireless che riuscite a captare. E sta colonizzando anche le scuole

Il wireless colonizza anche le scuole dopo il protocollo (1) siglato nel 2008 dagli allora ministri Brunetta e Gelmini e ci sono anche gli sponsor (2). Le scuole hanno aderito e c’è l’elenco di 3500 istituti scolastici che hanno inoltrato richiesta di wi-fi al ministero (3).

I rischi per la salute

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni”. In particolare sono agenti possibilmente cancerogeni i campi elettromagnetici prodotti da telefonini, apparecchiature radar, ripetitori televisivi, per la telefonia mobile, router wi-fi (4).

L’allarme è stato lanciato nel 2011 anche dal Consiglio d’Europa (5), e ripreso dall’Inail (6), che afferma come «telefonini e dispositivi wireless dovrebbero essere proibiti nelle scuole per i potenziali rischi per la salute dei bambini».

A spiegare con chiarezza i rischi che si corrono è anche il dottor Fiorenzo Marinelli, biologo all’istituto di genetica molecolare del Cnr di Bologna, in un video che offre parecchi spunti di riflessione (7). Peraltro già nel 2008 un nutrito gruppo di scienziati sottoscrisse una risoluzione (8) nella quale si definiva la crescente elettrosensibilità come un problema di salute pubblica. Il gruppo consigliava di limitare l’uso di telefoni cellulari e altri dispositivi simili da parte di bambini e adolescenti e chiedeva ai governi di applicare il principio di precauzione, «finché misure biologicamente più efficaci non saranno state sviluppate a protezione, non solo per quanto riguarda l’assorbimento del cervello di energia elettromagnetica, ma rispetto agli effetti negativi dei segnali sulla biochimica, sulla fisiologia e sui bioritmi elettrici».  William Stewart, presidente dell’Agenzia inglese per la Protezione della Salute (HPA) ed ex collaboratore scientifico del Governo britannico, da anni lancia moniti per sollecitare indagini ufficiali sulla diffusione del wi-fi (9). Coloro che sono immersi in questo “brodo” di radiazioni, sono costantemente esposti e gli studi rivelano una preoccupante incidenza di sintomi quali mal di testa, affaticamento, nausea, vertigini e problemi di memoria. Inoltre c’è la possibilità di un aumento di tumori e malattie cardiache. Il professor Leif Salford, della Lund University ha dimostrato come le radiazioni uccidano le cellule celebrali ed è profondamente preoccupato perché il wi-fi si aggiunge all’elettrosmog già esistente. Il rischio è maggiore per i bambini perché sono più vulnerabili, dato che i loro crani sono meno spessi e il loro sistema nervoso è ancora in via di sviluppo. Nell’ottobre dell’anno scorso ha preso posizione anche l’American Academy of Environmental Medicine (10), che ha affermato come le scuole «non dovrebbero installare sistemi wi-fi poiché sono correlati a disturbi dell’apprendimento, mal di testa e alterazioni del sistema immunitario». E ha aggiunto: «Nelle scuole sono raccomandate tecnologie più sicure, come quelle via cavo». A luglio 2012 l’American Academy of Pediatrics aveva invocato una revisione  delle soglie limite per le radiazioni da microonde a causa ormai della esposizione diffusa al wireless da parte dei bambini (11).

I limiti stravolti

Eppure nel nostro paese anziché osservare la prudenza, si sta andando nella direzione opposta. «Sul wi-fi non esiste una normativa specifica, si fa riferimento alle norme che sanciscono i tetti massimi e i valori  di attenzione per qualsiasi apparato ricetrasmittente con frequenze comprese tra 0,1 e 300 GHz» spiega Francesco Imbesi del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano (12). E Imbesi aggiunge: «Inoltre in Parlamento è stata anche modificata la procedura con la quale si misura il superamento dei valori limite: prima si faceva una media su 6 minuti, ora la media viene  spalmata sulle 24 ore». L’allarme arriva anche dal Comitato Roma Nord che si batte da anni contro il proliferare delle antenne: «Il 13 dicembre scorso, purtroppo, è stato approvato anche dalla Camera dei deputati il decreto legge 18 ottobre 2012, numero 179 (13): 261 voti a favore, 55 contrari e 131 astenuti. E con esso è stato approvato definitivamente l’articolo 14 che stravolge la normativa di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza. Ancora un volta, dal 2003 a oggi, assistiamo alla distruzione di quello che l’Italia aveva saputo fare  nel 1998 e nel 2001 in questo ambito. D’ora in poi sarà difficile dimostrare a quali livelli di campo elettromagnetico saranno esposti inconsapevolmente, a breve e a lungo termine, i cittadini. Una grande sconfitta in campo sanitario e ambientale».

TerraNuova ha dedicato un dossier completo all’argomento; puoi richiederne una copia.

Cosa fare per opporsi

«Un possibile approccio vede il coinvolgimento dei provveditorati agli studi che possono dare linee di indirizzo» spiega Francesco Imbesi del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano. «Ottimo risulta l’apporto dei genitori quando hanno il coraggio di farsi sentire». E allora cominciate così, scrivendo una lettera all’ufficio scolastico provinciale. L’associazione Amica ha predisposto un volantinoper spiegare con parole semplici ad amici, parenti, vicini di casa, datori di lavoro e a gestori di scuole e biblioteche pubbliche che usare il wi-fi è un azzardo. Lo trovate qui: http://www.infoamica.it/wp-content/uploads/2011/10/Volantino-Wi-Fi-2011.pdf . Stampatelo e diffondetelo. Poi potete scrivere, informando della letteratura scientifica esistente e della vostra preoccupazione, al dirigente della scuola che vostro figlio frequenta, ai rappresentanti di classe e di istituto e agli assessori alla sanità e alla scuola del vostro Comune di residenza, della Provincia e della Regione (gli indirizzi mail e postali sono reperibili sui siti web degli enti locali o si possono chiedere ai rispettivi centralini telefonici). Potete anche contattare i giornali locali, inviando lettere al direttore o contattando direttamente le redazioni informando che nella vostra scuola ci sono genitori preoccupati per l’installazione di wi-fi e invitandoli a scrivere un articolo in proposito. Scrivete anche alla redazione di TerraNuova, via posta (via Ponte di Mezzo 1, 50127 Firenze) o via mail (info@aamterranuova.it); diffonderemo e vi aiuteremo a chiedere risposte. Scrivete ai parlamentari eletti nella vostra circoscrizione e non dimenticate di parlarne con il vostro medico di fiducia, fornendogli magari elementi per informarsi ulteriormente. Potete costituire un comitato cittadino o scolastico e chiedere spazio ai giornali, organizzare incontri pubblici invitando esperti a confrontarsi sull’argomento. Mobilitandovi, potete fare la differenza. Ecco alcuni dei tanti gruppi che si sono già mossi. L’Associazione Genitori Toscana che potete contattare qui: http://www.agetoscana.it/?option=com_content&view=article&id=354:wifi-a-scuola-no-grazie&catid=56:comunicati-stampa; il Gruppo Genitori di Portici che potete contattare su Facebook http://www.facebook.com/groups/134177303377702/; al liceo Morgagni di Roma il consiglio d’istituto ha bocciato il wi fi e la delibera la trovate qui http://www.liceomorgagni.it/sites/www.liceomorgagni.it/files/verbale_c.d.i._226_del__15-_9-11.pdf; a Udine i genitori si sono arrabbiati e lo potete leggere su http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/08/19/news/wi-fi-a-scuola-no-dei-genitori-1.778318

 

1)      www.ict4university.gov.it/media/10268/protocollo_mpai_miur.pdf

2)      Qui il testo dell’avviso emanato dal Consiglio dei Ministri

3)      https://scuolamia.pubblica.istruzione.it/web/guest/scuole-wi-fi;jsessionid=E73E44DE445B30DF76C53BAB82B4073A?p_p_id=scuole_wifi&p_p_lifecycle=0&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-1&p_p_col_pos=2&p_p_col_count=5&_scuole_wifi_railsRoute=form_find_school%2Ftutte

4)      www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf

5)      www.assembly.coe.int/ASP/Doc/XrefViewPDF.asp?FileID=13137&Language=EN

6)      www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Prodotti/News/2011/Ricerca_e_tecnologie_della_sicurezza/info563161228.jsp

7)      www.youtube.com/watch?v=CUrD1QOReHIù

8)      www.icems.eu/resolution.htm

9)      www.next-up.org/pdf/TheIndependentWiFiChildrenAtRiskFromElectronicSmog22042007.pdf Si veda anche: www.hpa.org.uk/web/HPAweb&HPAwebStandard/HPAweb_C/1195733769169

10)  http://aaemonline.org/wifischool.html

11)  http://healthland.time.com/2012/07/20/pediatricians-call-on-the-fcc-to-reconsider-cell-phone-radiation-standards/

12)  Il Centro Tutela Consumatori Utenti si trova a Bolzano, in via Brennero 3; sito web www.centroconsumatori.it ; tel 0471 941465, fax 0471 941467

13) Qui il testo integrale del provvedimento

di Alexis Myriel

 

Fonte: Link

 

 

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